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Archive for the ‘psicologa dott.ssa Valentina Pajola’ Category

Cari amici, 

vi ricordiamo che mercoledì 7 novembre inizieranno gli incontri gratuiti dedicati a genitori e bimbi dai 12 ai 24 mesi, mentre da mercoledì 21 novembre ci dedicheremo ai bimbi dai 24 ai 36 mesi accompagnati dai loro genitori. Gli incontri avranno come filo di conduzione il tema delle emozioni e saranno condotti da un’educatrice e da una psicologa, alternando così momenti di gioco a momenti di confronto sulle tematiche proposte.

SONO DISPONIBILI ANCORA ALCUNI POSTI! Prenotazione obbligatoria

Gli incontri si terranno presso FERMO IMMAGINE, via Faenza 2.

Per info e prenotazioni: Valentina 348 2410282, Virginia 349 4942161.

Locandina Passo a due NIDO

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Cara Dada,

con l’arrivo dell’estate stiamo iniziando a pensare di togliere il pannolino al nostro bimbo di 2 anni. Siamo un po’ preoccupati perché temiamo possa essere un cambiamento non proprio semplice sia per il bimbo che per noi, hai qualche consiglio?

Il cosiddetto “spannolinamento”, ovvero passare dal pannolino al vasino, rappresenta uno dei tanti piccoli passi verso l’autonomia nel cammino di crescita di ogni bimbo. Quasta fase è particolarmente delicata in quanto coinvolge attivamente non solo il bimbo, che acquisisce una nuova competenza importante per la propria autonomia e per la propria autostima (impara a fare una cosa “da grandi”!), ma anche i genitori, che armati di pazienza accompagnano e sostengono il bambino in questo percorso alla conquista del vasino!

Come ogni tappa evolutiva, ognuno ha i propri tempi. Così come ogni bimbo inizia a parlare o camminare con tempistiche differenti l’uno dall’altro, anche per il passaggio dal pannolino al vasino è importante rispettare i tempi del bambino e non forzare la mano. Generalmente infatti, se il bambino ha raggiunto il compimento del secondo anno d’età, si approfitta del periodo estivo (comprensibilmente) per iniziare a togliere il pannolino per una serie di comodità: meno vestiti da togliere, facilità nel lavare e asciugare facilmente i panni che si sporcano in caso di piccoli incidenti. Insieme a queste considerazioni, credo sia essenziale metterne una di fronte a tutte, forse la più importante affinchè lo spannolinamento proceda con tranquillità: il bambino è pronto? Generalmente tra i 18-24 mesi i bambini acquisiscono una maggiore consapevolezza del proprio corpo e, in questo caso, dei propri stimoli fisiologici. Da cosa lo capiamo? Il bimbo può segnalare di aver fatto pipì in vari modi: verbalmente, indicando il pannolino, o magari andando in un angolino o appartandosi quando necessita di fare i propri bisogni. Questi sono piccoli segnali che ci fanno capire che il bimbo avverte e riconosce lo stimolo, potrebbe dunque essere un buon momento per procedere con lo spannolinamento. Come accennavo in precedenza, non c’è un’età precisa e “giusta” affinchè questa fase avvenga: ci sono bimbi che si sentono pronti prima dei due anni, altri intorno ai due anni e mezzo, questo non li rende “più o meno bravi”, “più o meno pigri”, semplicemente ogni bimbo è unico ed è giusto rispettare e seguire i suoi tempi. È dunque importante osservare e ascoltare con la giusta sensibilità il bimbo.

È importante tenere conto inoltre della presenza di eventuali ulteriori cambiamenti che stanno avvenendo nella vita del piccolo: se avete appena traslocato, se è nato un fratellino, è meglio aspettare ancora un po’ perché per il bambino potrebbe essere un momento delicato o stressante al quale si deve abituare prima di introdurre un’ulteriore novità.

immagine panno

Ci siamo: il bimbo è pronto! E adesso?

Credo che la parola chiave, giunti a questo punto, sia la pazienza. Anche se abbiamo appurato che il bimbo è in grado di riconoscere e segnalare lo stimolo fisiologico, sarà normale che si verifichino numerosi “incidenti di percorso”: d’altro canto, quando ha imparato a camminare, quante volte è caduto prima di capire come si fa? Questo potrebbe accadere perché le prime volte riconosce e segnala lo stimolo troppo tardi, o magari è distratto da altre attività più coinvolgenti, o semplicemente se ne dimentica. Quando succede che si bagni è importante non sgridarlo: potrebbe sentirsi imbarazzato, colpevolizzato, e dunque potrebbe vivere con frustrazione e difficoltà questo momento. Possiamo cercare di aiutarlo chiedendogli spesso se deve fare pipì, così da ricordarglielo qualora sia impegnato in qualche gioco per lui interessante.

Così come i tempi sono differenti da bimbo in bimbo, anche le modalità di “approccio” al vasino devono essere adattate al carattere e alle esigenze del piccolo: può infatti sentirsi maggiormente a proprio agio mettendo il vasino in un luogo protetto e discreto, o può essere più funzionale per lui portare il vasino con sé nelle varie stanze della casa, almeno per il primo periodo.

Può essere utile far familiarizzare il bimbo col vasino per esempio facendolo scegliere a lui, scegliendone uno del suo personaggio preferito, lasciando che lo “studi” anche giocandoci, o raccontando una storia a tema: in biblioteca e in libreria si trovano numerosi libri molto utili e divertenti da leggere insieme; da Nunù per l’infanzia per esempio viene utilizzato “Posso guardare nel tuo pannolino?”, altre letture simpatiche possono essere “Il vasino”, “Il vasino del pirata/della principessa”.

Quando il bimbo raggiunge l’obiettivo via libera a rinforzi come un bel bacio, un abbraccio, un elogio per quanto è stato bravo. Potrebbe risultare utile anche utilizzare la cosiddetta token economy: assegnategli un adesivo, una stellina, un simbolo ben visibile ogni volta che utilizza correttamente il vasino come riconoscimento, e al raggiungimento di 5 stelline potrete fare un’attività piacevole per il bimbo come premio: un giro al parco, un gelato insieme (sarebbe meglio evitare premi materiali come l’acquisto di un gioco).

Con tanta pazienza e ascolto delle esigenze del vostro bimbo vedrete che uscirete vittoriosi nella… conquista del vasino!

Valentina Pajola, psicologa e dada

 

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Cari amici,

siamo lieti di invitarvi VENERDI 13 alle ore 17:30 a “La gestione del distacco”: dalla prima nanna nel proprio lettino, al primo inserimento al nido, fino al passaggio alla scuola dell’infanzia: sono molti i momenti di distacco, più o meno grandi, che i bimbi affrontano nella loro crescita. Come rendere questi importanti momenti il più sereni possibile? Come favorire il distacco? Ne parliamo insieme alla psicologa Valentina Pajola in un incontro gratuito dedicato alle nostre mamme e papà.

Incontro su prenotazione a ingresso gratuito per i soci.

Attenzione: per permettere lo svolgimento dell’attività il servizio ad ore terminerà alle 17.00. 

Invito a La gestione del distacco

Info e prenotazioni: Tel. 388-9962206, Francesca 340-7332178, Virginia 349-4942161. Via Lombardia 5/D, 40139 Bologna. Oppure scriveteci a info@nunuperlinfanzia.it

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Cari amici,

siamo pronti a passare insieme a voi il mese di aprile con tante attività pensate per grandi e piccini!

Sabato 7 e sabato 21, alle ore 16:30: BALLA COI PUPI, un doppio appuntamento con la musica e la danza dedicato a genitori e bimbi dai 2 ai 4 anni. A cura della danzaeducatrice Rita Favaretto e Mousikè.

Venerdi 13, ore 17:30: LA GESTIONE DEL DISTACCO, un incontro per mamme e papà che desiderano approfondire strategie e modalità per sostenere e accompagnare nel modo migliore i nostri bambini nei diversi momenti di distacco che incontrano durante la loro crescita. A cura della psicologa Valentina Pajola. Ingresso libero.

Sabato 14, ore 16:30: COME SIAMO FATTI?, un laboratorio pensato come un piccolo viaggio in due tappe per scoprire il nostro corpo e il nostro vastissimo mondo interiore. A cura della dott.ssa Valentina Pajola, per bambini dai 3 ai 5 anni.

Sabato 21, ore 17: MUSICA PER GRANDI ORECCHIE E PICCOLE MANI, siamo orgogliose di invitarvi al primo appuntamento di concerti per famiglie al Teatro degli Angeli: Lucia Crescenzi e Alberto Mammolino ci accompagneranno in un meraviglioso viaggio per il Mediterraneo. Ingresso a offerta libera.

E al sabato mattina non perdete i mille e uno racconti animati di “TUTTE STORIE, NUNU’!” in collaborazione con la libreria Mu-nari di S. Lazzaro.

Invito ad Aprile

Ed eccovi infine l’invito per venerdì 13 aprile, ore 17.30, a “LA GESTIONE DEL DISTACCO”: dalla prima nanna nel proprio lettino, al primo inserimento al nido, fino al passaggio alla scuola dell’infanzia: sono molti i momenti di distacco, più o meno grandi, che i bimbi affrontano nella loro crescita. Come rendere questi importanti momenti il più sereni possibile? Come favorire il distacco? Ne parliamo insieme alla psicologa Valentina Pajola in un incontro gratuito dedicato alle nostre mamme e papà. Ingresso libero con prenotazione.

Invito a La gestione del distacco

Info e prenotazioni: Tel. 388-9962206, Francesca 340-7332178, Virginia 349-4942161. Via Lombardia 5/D, 40139 Bologna. Oppure scriveteci a info@nunuperlinfanzia.it

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Cari amici,

in occasione della fiera del libro per ragazzi siamo orgogliosi di presentarvi una mostra di tavole e libri illustrati di alcuni dei più interessanti autori cileni contemporanei, scelti dalle libraie della mitica “Casa de carton”. Per l’occasione sarà presente l’autrice Joanna Mora che leggerà per noi in spagnolo e italiano “La famosa (y secreta) receta de papa”.

Ingresso libero, SABATO 24 DALLE 16.30 ALLE 20.

La mostra sarà visitabile anche domenica 25 dalle 16 alle 20.

Invito a Casa de carton

Vi ricordiamo inoltre che VENERDì 23 MARZO, alle ore 17:30, si terrà un INCONTRO GRATUITO offerto da Nunù come momento di confronto e di sostegno a tutti quei genitori che desiderino riflettere sul delicato tema delle regole e sui modi più efficaci per comunicare con i nostri bambini. A cura della psicologa, la dott.ssa Valentina Pajola.

(PRENOTAZIONE RICHIESTA! Per consentire l’incontro,in quel giorno, il servizio ad ore si concluderà alle ore 17:00).

Informiamo infine tutti i soci che in occasione delle vacanze pasquali lo spazio resterà regolarmente aperto fino a venerdì 30 marzo; ci rivedremo poi da martedì 3 aprile. LA PRENOTAZIONE E’ FORTEMENTE CONSIGLIATA! 

Info e prenotazioni: Tel. 388-9962206, Francesca 340-7332178, Virginia 349-4942161. Via Lombardia 5/D, 40139 Bologna. Oppure scriveteci a info@nunuperlinfanzia.it

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Cari amici,

siamo liete di invitarvi all’incontro con la psicologa, la dott.ssa Valentina Pajola, offerto da Nunù, nel quale verrà trattato il delicato tema della gestione delle regole. Non è sempre facile gestire le regole con i bimbi: capita che non sempre vengano accolte e accettate, e talvolta possono creare nei bimbi reazioni di rabbia e sfociare nei cosiddetti “capricci”. Come possiamo gestire al meglio questi momenti? Esistono modalità che aiutino bambini (e i genitori) ad accogliere nel modo più sereno possibile le regole? Ne parliamo insieme VENERDI 23 MARZO alle ore 17.30.

Incontro su prenotazione a INGRESSO GRATUITO per i soci.

Per permettere lo svolgimento dell’attività il servizio di baby-parking terminerà alle 17.00.

Invito a La gestione delle regole

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Cari amici,

Vi aspettiamo SABATO 17 MARZO, SABATO 21 APRILE E SABATO 5 MAGGIO, alle ore 16:30 per il secondo ciclo di incontri “BALLA COI PUPI”, che attiviamo a grande richiesta dopo il tutto esaurito del primo percorso.

Si tratta di un ciclo di incontri rivolto alle famiglie, in particolare ai bambini della fascia 2 – 4 anni e ai loro genitori. L’idea è quella di far danzare un bambino assieme ad un familiare adulto (mamma, papà, un nonno), ma anche quella di spingere un adulto a scoprire e riscoprire forme di comunicazione e di ascolto spesso poco valorizzate e utilizzate.

Danzando assieme, un adulto e un bambino possono ritrovare ritmi più naturali e forme di comunicazione più efficaci: possono concedersi piccoli spazi di piacere creativo, sonoro, tattile e motorio, per condividere il gioco, la musica, la danza.

BALLA COI PUPI: 45€ A COPPIA PER L’INTERO PERCORSO (più 5€ tessera associativa di Nunù per chi non fosse ancora associato), PRENOTAZIONE RICHIESTA!

A cura dell’Associazione Mousikè, danzeducatrice Rita Favaretto.

Invito a Balla coi pupi percorso bis

Vi informiamo inoltre che VENERDì 23 MARZO, alle ore 17:30, si terrà un INCONTRO GRATUITO offerto da Nunù come momento di confronto e di sostegno a tutti quei genitori che desiderino riflettere sul delicato tema delle regole e sui modi più efficaci per comunicare con i nostri bambini. A cura della psicologa, la dott.ssa Valentina Pajola.

(PRENOTAZIONE RICHIESTA! Per consentire l’incontro,in quel giorno, il servizio ad ore si concluderà alle ore 17:00).

Invito a La gestione delle regole

Vi ricordiamo infine l’appuntamento per SABATO 24, ORE 18.30 a “UNA CASA DE CARTON”: inaugurazione della mostra di tavole e albi illustrati scelti per noi dalle libraie della mitica libreria Cilena, che leggeranno in due lingue per noi “LA FAMOSA (Y SECRETA) RECETA DE PAPA”. Ingresso libero.

Info e prenotazioni: Tel. 388-9962206, Francesca 340-7332178, Virginia 349-4942161. Via Lombardia 5/D, 40139 Bologna. Oppure scriveteci a info@nunuperlinfanzia.it

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In questo nuovo appuntamento con la nostra rubrica “Cara Dada”, affrontiamo oggi un argomento particolarmente…scottante: la rabbia! Ho notato come sia particolarmente elevato l’interesse che ruota intorno a questa emozione, e come spesso siano numerose da parte di genitori ed educatori le ricerche di strumenti, consigli, materiali che permettano di comprendere e gestire la rabbia dei più piccoli. Questo breve articolo non vuole (e non può) essere un vademecum esaustivo di consigli per la gestione della rabbia, ma piuttosto un piccolo spunto di riflessione che possa aiutare a comprenderla, una bussola che possa orientare l’ago dell’attenzione degli adulti nella sintonizzazione con il bambino.

rabbiaChe cos’è la rabbia?

La rabbia è innanzitutto un’emozione primaria che tutti, grandi e piccini, proviamo. Questa può essere provocata da situazioni esterne che troviamo avverse, ostili, o da stati interni (ad esempio quando non riusciamo a fare qualcosa); può essere manifestata attraverso reazioni verbali e/o comportamentali, ma può essere anche repressa e non manifestata affatto. È dunque un’emozione dalle varie sfaccettature che, come tutte le altre emozioni, va accettata e accolta, compresa ma non repressa: come ho sottolineato più volte nei precedenti articoli, non esistono emozioni giuste o sbagliate. Dunque anche la rabbia è importante nella costruzione dell’esperienza e dello sviluppo del bambino.

Qualche spunto per comprendere la rabbia dei bambini e gestirla

  • Poniamoci in una posizione di curiosi osservatori: soprattutto per quei bimbi particolarmente esplosivi e che esprimono la rabbia molto spesso, può essere utile osservare in che situazione avvengono questo scoppi, sono presenti alcune persone in particolare? Che cosa succede prima? E dopo? In questo modo possiamo avere qualche elemento in più per comprendere la rabbia del bambino e potremmo trovare delle ricorrenze, per cui non sarà un’emozione che “scoppia senza motivo”.
  • Diamo un feedback verbale al bambino, dando un nome a ciò che sta provando, sintonizzandoci con l’intensità delle emozioni che sta manifestando: “caspita! Mi sembri molto arrabbiato! Anzi no, moltissimo!!”, associando la frase ad un’appropriata espressione del viso. Questo per fargli capire che percepite e capite quello che sta provando, e soprattutto il bambino darà un nome a quest’emozione così forte che spesso, per la sua esplosività, lo può anche spaventare. Può essere utile associare la situazione all’emozione: “quando ti ho detto di rimettere in ordine e non guardare i cartoni ti sei tanto arrabbiato vero?”.
  • Reagiamo con calma e fermezza, se il bimbo lo accetta abbracciamolo e coccoliamolo: l’abbraccio non solo funziona da contenimento fisico, ma aumenterà i livelli di ossitocina, che favorisce l’insorgere della calma e del benessere, riducendo al contempo il cortisolo, l’ormone dello stress.
  • Facciamo sentire la nostra presenza, anche nelle peggiori sfuriate: con un abbraccio, con la sola presenza fisica o anche, qualora il bambino voglia stare da solo per un po’, lasciandogli lo spazio necessario “ok ti lascio un po’ qui da solo, vado nell’altra stanza, quando ne hai voglia chiamami/vieni di là con me”. In questo modo il bambino capirà che la sua rabbia non ci spaventa, che la accettiamo, e siamo pronti a parlarne quando ne avrà voglia. Con il tempo (e tanta pazienza!) solo dopo averla sperimentata in un ambiente sicuro e averla vista compresa e accettata, imparerà ad esprimerla e a gestirla autonomamente.
  • Parliamo insieme al bimbo della rabbia e di ciò che lo fa arrabbiare. Uno strumento utile che ho utilizzato durante il laboratorio è stato il barattolo montessoriano della calma (facile e veloce da fare anche a casa, in internet si trovano vari tutorial): i brillantini che scendono lentamente hanno un effetto quasi ipnotico e aiutano il bambino a rilassarsi e a focalizzarsi sul qui e ora, permettendogli di “fermarsi” e favorendo il dialogo. Attenzione: questo non è uno strumento per evitare la rabbia nei momenti più “caldi” (dato che non è assolutamente un obiettivo che ci poniamo), ma può essere d’aiuto per parlarne dopo uno scoppio d’ira per esempio.
  • Come al solito un aiuto per parlare di rabbia viene dal mondo dei libri. In particolare io ho utilizzato con i bimbi “Che rabbia!” di Mireille d’Allancé. In questo modo abbiamo uno strumento in più per parlare di questa emozione, per aiutare i bambini a riconoscerla nelle varie manifestazioni, per comprendere che a tutti capita e che è una emozione che, per quanto fastidiosa, ha un inizio e una fine e non c’è nulla di sbagliato nel provarla!

 

Tutte queste piccole accortezze di cui ho parlato non riguardano ovviamente solamente quei bambini un po’ più turbolenti, ma anche quei bimbi che non esprimono mai la rabbia, che invece di esplodere implodono. Il fatto di non manifestarla non è sintomo di assenza di rabbia: è presente anche in loro, diamogli un aiutino per sperimentarla ed esprimerla!

Valentina Pajola, psicologa e dada

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Continuando il filone delle emozioni introdotte nell’ultimo post di “Cara Dada”, parliamo oggi di una delle emozioni che durante i laboratori a tema ha suscitato particolare attenzione nei genitori, e solleticato l’interesse dei bambini: si tratta della paura!

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Ma… che cos’è la paura?

Innanzitutto la paura è un’emozione primaria che ha un’importante funzione: quella di attivarci in caso di potenziale pericolo e di farci reagire di fronte ad esso, con comportamenti di attacco o di fuga. È dunque un’emozione importante per la salvaguardia di noi stessi e che contribuisce alla crescita personale, e che va accolta ed affrontata, non evitata come ci viene spesso spontaneo pensare.

Come ho già sottolineato nel precedente post (https://nunubabyparking.wordpress.com/2018/01/31/diario-di-bordo-giochiamo-a-emozionarci), credo sia fondamentale trasmettere ai bambini il messaggio che ogni emozione è importante e va accettata e, per quanto qualche volta possa risultare spiacevole, ogni una è indispensabile e dipinge di diverse tinte la nostra esperienza. Dunque anche la paura deve godere di questo trattamento speciale!

Ad ogni età la sua paura

La paura è dunque una compagna che ci capita di incontrare più volte durante il corso della nostra vita, durante la crescita dei bambini in particolare compaiono paure tipiche e del tutto naturali, che non devono quindi destare particolari preoccupazioni nel genitore. Quali?

La paura dell’estraneo per esempio, che compare intorno agli 8 mesi; crescendo (dai 12 ai 24 mesi) arriva la paura di separarsi dai genitori e un po’ alla volta, a partire dai 3 anni circa, le paure vengono simbolizzate in mostri, fantasmi, streghe cattive, il buio.

La paura: conoscerla per capirla e affrontarla

Come comportarsi dunque con i bambini per aiutarli a riconoscere ed affrontare questa emozione?

  • Durante il percorso laboratoriale è stato molto utile scoprire com’è fatta la paura: è infatti spesso accompagnata da reazioni fisiche come battito cardiaco accelerato, sudorazione, tremore. Queste manifestazioni sono state individuate facilmente dai bambini, che sono stati bravissimi a capire che oltre a questi “indizi” più visibili ci sono anche sensazioni di inquietudine (“quando ho paura mi batte forte il cuore e non sto tanto bene così vado dalla mamma che mi abbraccia e un po’ mi passa!” M. 3 anni).
  • Quando il bambino le manifesta, ascoltiamo le sue paure senza giudicarle e con la massima accoglienza, senza frasi come “Non devi avere paura! Non sei un bambino piccolo!”. Il rischio è quello di rendere la paura un’emozione “da deboli” e che quindi è sbagliato provare, creando insicurezze. Inoltre con il tempo il bambino potrebbe avere riserve nel confidare le proprie emozioni proprio perché non vengono prese seriamente.
  • Per i bimbi che esprimono con fatica questa emozione o che dichiarano “io non ho mai paura!” può essere utile spiegare che a tutti capita, anche ai grandi, e che questo non li rende meno coraggiosi. A tal proposito ho trovato molto interessante la lettura “Paura di niente” di Maria Gianola.
  • Se il bambino è particolarmente agitato nel momento in cui avverte paura, mostriamoci calmi e accoglienti: il nostro linguaggio non verbale aiuterà ad abbassare lo stato di ansia grazie al contagio emotivo, dunque il nostro comportamento avrà un effetto calmante.
  • Un modo di parlare di paure (ma anche delle altre emozioni) per aiutare i bambini a riconoscerle, elaborarle ed esprimerle è quello di farlo attraverso i libri: ce ne sono moltissimi che affrontano anche in maniera trasversale questo tema, possiamo passare dai grandi classici come Cenerentola, o I Tre Porcellini, in cui i protagonisti affrontano timori di vario tipo, fino a storie più moderne. Nel laboratorio dedicato alla paura ho scelto “Non dormi piccolo Orso?”, che consiglio anche come favola della buona notte per quei bimbi che hanno paura del buio. Oltre ai libri, può essere utile simbolizzare e inscenare le proprie paure attraverso il gioco o il disegno: in questo modo offriremo molti strumenti tra cui scegliere per aiutare i bimbi a esprimere e raccontarci le proprie emozioni e, perché no, anche affrontare le proprie paure (durante il laboratorio, ho richiesto ad ogni bimbo di disegnare il mostro più pauroso che potesse, e il risultato è stato che qualcuno ha commentato “questo mostro non fa più tanta paura… sembra quasi buffo!”).

Valentina Pajola, psicologa e dada

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