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Posts Tagged ‘alternative alla punizione’

Cara dada,

il dubbio che ti porto riguarda le regole e in particolare le punizioni che di solito vengono date allo trasgredire delle regole stesse: mi chiedo, è giusto ed educativo punire i bambini? Ci sono eventualmente alternative alla punizione?

 

I bambini nel loro processo di crescita e di esplorazione del mondo hanno bisogno di prevedibilità: prevedibilità nell’avere i propri genitori accanto a sé pronti a gioire delle loro piccole grandi conquiste; prevedibilità nel sapere che in caso di difficoltà mamma e papà sono disponibile ad aiutarli; prevedibilità nella routine quotidiana. Questa prevedibilità è data anche dalla costruzione di regole, che creano dei binari da seguire per aiutare il processo di crescita del bambino. Certo, talvolta stanno un po’ strette, sono vissute come limitanti per il bambino che non può sempre esplorare il mondo come vorrebbe lui, ecco dunque che qualche volta prova a trasgredirle! Se l’età del bambino lo consente, può essere utile dunque costruire le regole insieme a lui: questo lo aiuterà ad aumentare il suo senso di responsabilità e lo aiuterà a comprendere che, quando possibile, siamo disposti a mediare e ad accogliere le sue richieste ed esigenze (ad esempio, se vi chiede di poter guardare le tv prima di cena, potete acconsentire stabilendo insieme un tempo massimo da rispettare).

Come dicevo, qualche volta però queste regole non vengono rispettate e si ricorre spesso alla punizione.

PUNIZIONE SI? PUNIZIONE NO?

Consiglio di evitare le punizioni fisiche: oltre a essere poco efficaci, hanno un effetto negativo sull’autostima del bambino. Inoltre il bimbo a lungo andare apprenderà questa modalità (come abbiamo visto altre volte, il bambino apprende molto attraverso l’osservazione del comportamento degli altri –modeling-) e metterà in atto comportamenti altrettanto aggressivi nei vari contesti di vita (a casa, a scuola, al parco).

Quando vogliamo mettere in atto una punizione dunque è preferibile utilizzare strategie quali la privazione di privilegi (non guardare la tv, non giocare con un determinato gioco). Sarebbe meglio comunque in linea di massima evitare l’abuso delle punizioni, sostituendole piuttosto con altre modalità che vedremo in seguito. Questo perché con il lungo andare il bambino tende a distaccarsi e ad avere un vissuto di timore nei confronti del genitore eccessivamente punitivo; quando le punizioni arrivano in maniera costante inoltre viene minata l’autostima del bimbo e aumenta l’aggressività. Limitiamo dunque la punizione, utilizzandola quando il comportamento del bambino risulta pericoloso per sé o per altri o quando altre modalità educative risultano inefficaci.

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COME PUNIRE SENZA… FERIRE!

  • Diamo un avvertimento: al comparire del comportamento sbagliato, spieghiamo al bimbo perché lo è e perché è importante comportarsi diversamente. Avvertiamolo che qualora si comportasse di nuovo male scatterà una punizione (“questa sera niente tv!”). Evitiamo inoltre di alzare la voce ma cerchiamo di mantenere un tono calmo e fermo.
  • Puniamo immediatamente il comportamento negativo. La tempestività aiuta a comprendere il nesso “comportamento-effetto negativo” e a non creare confusione circa la causa della punizione: se questa arriva tardi il bimbo può non ricordare il comportamento negativo che ha messo in atto e dunque può non capire perché viene punito.
  • Spieghiamo il motivo della punizione, sempre per una maggiore comprensione del nesso “comportamento sbagliato-effetto negativo”. Evitiamo inoltre di generalizzare facendo commenti negativi sulla persona, ma limitiamoci alla situazione: non diciamo dunque “sei cattivo! Sei un monello!”, preferiamo piuttosto “non ti sei comportato bene”.
  • Le punizioni dovrebbero essere brevi nel tempo, in quanto se troppo lunghe ne viene vanificato l’effetto e rischiano di creare un maggiore clima di tensione.
  • Manteniamoci fermi nelle nostre decisioni, non dobbiamo cedere qualora il bambino inizi a fare i capricci perché non accetta la punizione. Questo comporterebbe che le nostre parole perdano con il tempo di credibilità e le punizioni perderebbero di valore ed efficacia.
  • Riconciliamoci! Al termine della punizione chiediamo al bambino se ha pensato al suo comportamento, se ha capito perché è sbagliato quello che ha fatto. Facciamogli poi capire con un abbraccio o un bacio che non siamo arrabbiati e che gli vogliamo sempre bene allo stesso modo: non mettiamo in dubbio il nostro amore per lui!

QUALI ALTERNATIVE?

Come anticipato, possiamo ricorrere ad alcune alternative alla punizione, che risultano spesso più efficaci. Quali?

  • La lode: quando una regola viene rispettata, un comportamento positivo attuato o un ammonimento viene seguito, lodiamo il bambino facendogli notare quanto è stato bravo a seguire l’indicazione. Questa modalità fa si che aumentino i comportamenti positivi lodati, in quanto il bimbo si sente gratificato; aumenta inoltre l’autostima e costituisce un buon modello per relazionarsi con gli altri.
  • Il time out: quando una regola non viene rispettata nonostante gli ammonimenti, può rivelarsi utile questa modalità, che consiste nel far sedere il bambino per un tempo limitato (al massimo 5 minuti) senza farlo giocare e ignorandolo.
  • Ignorare i comportamenti negativi quando la situazione lo permette (dunque non in situazioni di pericolo). Questa modalità va di pari passo con le lodi, in quanto vengono enfatizzati i comportamenti positivi a discapito di quelli negativi che, ignorandoli, vengono messi in secondo piano e via via scompaiono.
  • Parliamo, parliamo, parliamo! Come spesso sottolineo rispondendo alle lettere, i bambini sono molto sensibili e comprendono più di quanto crediamo. Per cui è importante parlare con loro, con un linguaggio adatto all’età, accogliere e riconoscere le emozioni provate, e cercare eventualmente di capire se i loro comportamenti “di ribellione” alle regole siano semplici capricci, dei “non mi va di fare quella cosa”, o piuttosto delle manifestazioni di altri bisogni.

 Valentina Pajola, psicologa e dada

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