Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘bambini e paure’

Continuando il filone delle emozioni introdotte nell’ultimo post di “Cara Dada”, parliamo oggi di una delle emozioni che durante i laboratori a tema ha suscitato particolare attenzione nei genitori, e solleticato l’interesse dei bambini: si tratta della paura!

Mamma-ho-perso-laereo-paura

Ma… che cos’è la paura?

Innanzitutto la paura è un’emozione primaria che ha un’importante funzione: quella di attivarci in caso di potenziale pericolo e di farci reagire di fronte ad esso, con comportamenti di attacco o di fuga. È dunque un’emozione importante per la salvaguardia di noi stessi e che contribuisce alla crescita personale, e che va accolta ed affrontata, non evitata come ci viene spesso spontaneo pensare.

Come ho già sottolineato nel precedente post (https://nunubabyparking.wordpress.com/2018/01/31/diario-di-bordo-giochiamo-a-emozionarci), credo sia fondamentale trasmettere ai bambini il messaggio che ogni emozione è importante e va accettata e, per quanto qualche volta possa risultare spiacevole, ogni una è indispensabile e dipinge di diverse tinte la nostra esperienza. Dunque anche la paura deve godere di questo trattamento speciale!

Ad ogni età la sua paura

La paura è dunque una compagna che ci capita di incontrare più volte durante il corso della nostra vita, durante la crescita dei bambini in particolare compaiono paure tipiche e del tutto naturali, che non devono quindi destare particolari preoccupazioni nel genitore. Quali?

La paura dell’estraneo per esempio, che compare intorno agli 8 mesi; crescendo (dai 12 ai 24 mesi) arriva la paura di separarsi dai genitori e un po’ alla volta, a partire dai 3 anni circa, le paure vengono simbolizzate in mostri, fantasmi, streghe cattive, il buio.

La paura: conoscerla per capirla e affrontarla

Come comportarsi dunque con i bambini per aiutarli a riconoscere ed affrontare questa emozione?

  • Durante il percorso laboratoriale è stato molto utile scoprire com’è fatta la paura: è infatti spesso accompagnata da reazioni fisiche come battito cardiaco accelerato, sudorazione, tremore. Queste manifestazioni sono state individuate facilmente dai bambini, che sono stati bravissimi a capire che oltre a questi “indizi” più visibili ci sono anche sensazioni di inquietudine (“quando ho paura mi batte forte il cuore e non sto tanto bene così vado dalla mamma che mi abbraccia e un po’ mi passa!” M. 3 anni).
  • Quando il bambino le manifesta, ascoltiamo le sue paure senza giudicarle e con la massima accoglienza, senza frasi come “Non devi avere paura! Non sei un bambino piccolo!”. Il rischio è quello di rendere la paura un’emozione “da deboli” e che quindi è sbagliato provare, creando insicurezze. Inoltre con il tempo il bambino potrebbe avere riserve nel confidare le proprie emozioni proprio perché non vengono prese seriamente.
  • Per i bimbi che esprimono con fatica questa emozione o che dichiarano “io non ho mai paura!” può essere utile spiegare che a tutti capita, anche ai grandi, e che questo non li rende meno coraggiosi. A tal proposito ho trovato molto interessante la lettura “Paura di niente” di Maria Gianola.
  • Se il bambino è particolarmente agitato nel momento in cui avverte paura, mostriamoci calmi e accoglienti: il nostro linguaggio non verbale aiuterà ad abbassare lo stato di ansia grazie al contagio emotivo, dunque il nostro comportamento avrà un effetto calmante.
  • Un modo di parlare di paure (ma anche delle altre emozioni) per aiutare i bambini a riconoscerle, elaborarle ed esprimerle è quello di farlo attraverso i libri: ce ne sono moltissimi che affrontano anche in maniera trasversale questo tema, possiamo passare dai grandi classici come Cenerentola, o I Tre Porcellini, in cui i protagonisti affrontano timori di vario tipo, fino a storie più moderne. Nel laboratorio dedicato alla paura ho scelto “Non dormi piccolo Orso?”, che consiglio anche come favola della buona notte per quei bimbi che hanno paura del buio. Oltre ai libri, può essere utile simbolizzare e inscenare le proprie paure attraverso il gioco o il disegno: in questo modo offriremo molti strumenti tra cui scegliere per aiutare i bimbi a esprimere e raccontarci le proprie emozioni e, perché no, anche affrontare le proprie paure (durante il laboratorio, ho richiesto ad ogni bimbo di disegnare il mostro più pauroso che potesse, e il risultato è stato che qualcuno ha commentato “questo mostro non fa più tanta paura… sembra quasi buffo!”).

Valentina Pajola, psicologa e dada

Annunci

Read Full Post »