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Posts Tagged ‘bambino non vuole andare a scuola’

Cara Dada,

il mio bimbo di tre anni mi dice che gli altri bambini lo spingono e a volte non vuole andare a scuola, come devo interpretare questa cosa? Come posso sostenerlo dando importanza a ciò che sente ma anche aiutandolo ad andare verso gli altri senza paura?

Considerata l’età del bimbo sono vari i fattori che possono essere coinvolti e che possiamo verificare, accompagnandolo e aiutandolo in questo momento di difficoltà.

Il bambino infatti ha tre anni, immagino dunque abbia appena iniziato ad andare alla scuola materna e per la prima volta si affacci alla socialità, alla dimensione gruppale con gli altri bimbi, alla separazione prolungata con la mamma; potrebbe anche essere che il bimbo abbia già sperimentato la separazione dalla sua figura di riferimento, frequentando il nido per esempio, e che si trovi dunque a vivere il passaggio a una realtà differente a quella a cui era abituato, dal nido alla materna.

In entrambi i casi il bambino si trova ad affrontare un grande cambiamento: separarsi per un periodo di tempo prolungato dalla mamma e rimanere con adulti e bambini nuovi, o sperimentare un contesto diverso da quello offerto dal nido, il quale è un ambiente più contenuto, con figure di riferimento stabili e ritmi diversi rispetto a quelli della scuola materna, anche a livello di…coccole, essendo il rapporto educatrici/bambini piuttosto contenuto. Potrebbe dunque essere che quella del bambino sia una manifestazione di disagio in questo periodo di cambiamento, che cerchi in qualche modo di prolungare il contatto con la mamma o il papà per rimandare questa situazione che non vive tranquillamente.

Ciò non significa che dobbiamo dare poco valore alle parole del bambino quando ci racconta che i suoi piccoli amici qualche volta lo spingono: cerchiamo di accogliere la sua esperienza, di fargli comprendere che lo capiamo e sosteniamo, provando a dargli gli strumenti giusti per affrontare la situazione, senza sostituirci a lui.

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…E DAL PUNTO DI VISTA PRATICO?

Per quanto riguarda il fatto delle “botte” da parte dei compagni, spieghiamo al bambino che qualche volta i bimbi sono un po’ irruenti e molto fisici quando giocano, ma la loro intenzione non è fargli del male ma coinvolgerlo nel gioco. Se invece capiamo che si tratta di qualcosa di più di una semplice spinta, o che ad ogni modo questi episodi gli creano disagio e difficoltà, spieghiamogli che ne può parlare con la maestra, che lei lo può aiutare. È utile avere un confronto con l’educatrice anche per gli adulti, per capire meglio quali siano le dinamiche effettivamente instauratesi tra il bimbo e i suoi amici.

Tutto questo in un clima di ascolto e partecipazione, non diamo un’idea di eccessivo allarmismo, in quanto in questo modo il bambino trova conferma nel genitore delle sue paure, che vengono rinforzate e quindi si opporrà ancora di più al fatto di andare a scuola.

Se invece capiamo che il problema sta proprio nel cambiamento di ambiente e nel distacco dai genitori, possiamo adottare alcuni piccoli accorgimenti che si utilizzano nel momento del distacco, durante gli inserimenti, come ad esempio piccole gratificazioni, l’evitare il rimprovero, il sorriso. Per saperne di più rimando all’articolo “Inserimento? Un gioco da…bambini!” (https://nunubabyparking.wordpress.com/2017/02/28/inserimento-un-gioco-da-bambini-piccolo-vademecum-per-un-inserimento-sereno-per-genitori-e-bimbi/) dove parliamo di questo argomento in maniera più approfondita.

Valentina Pajola, psicologa e dada

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