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Posts Tagged ‘fase del mio’

Cara dada,

la mia bimba di due anni è molto attaccata agli oggetti: quando gioca li vuole organizzare con grande autonomia, ma se qualche bimbo si inserisce manifesta grande irritazione e a volte urla “è tutto mio!”. Altre volte la vediamo accumulare tantissimi oggetti come se volesse che tutto fosse solo per lei. E’ normale che a quell’età non voglia condividere i giochi? Come possiamo comportarci per rispettare la sua autonomia ma aiutarla a giocare bene con gli altri?

 

Leggendo questa lettera ho pensato in maniera affettuosa “ecco i famosi terrible twos (terribili due)!”. “Terribili” è un aggettivo dato da noi adulti in riferimento all’età dei bimbi, perché spesso sono grandi il disappunto, lo spazientimento e, perché no, qualche volta l’irritazione, provati dalle mamme e dai papà di fronte ad alcuni comportamenti che si manifestano in questo periodo.

Per i bimbi invece questo periodo è tutt’altro che terribile, direi anzi che è molto importante nel loro processo di crescita e di sviluppo cognitivo e nella creazione di una propria identitàTra i 18 e i 24 mesi infatti i bimbi, nel pieno della loro esplorazione di sé e del mondo, iniziano un processo di differenziazione di ciò che è “sè” da “altro da sè”, ovvero iniziano a capire che il proprio corpo e tutto ciò che fa parte del mondo esterno non sono un tutt’uno, ma sono ben definiti e distinti. Questa fase non è però immediata, necessita di tempo, e si conclude generalmente intorno ai quattro anni.

Prima che questo processo di identificazione del sè e di differenziazione si sia pienamente completato, i bimbi percepiscono il mondo esterno come un’estensione del proprio corpo.

Ecco quindi spiegato il motivo di questo bisogno di possesso che emerge in questo periodo, durante il quale il bimbo “rivendica” ciò che crede sia parte di sè, dunque suo; è in questo momento che iniziamo a sentire in maniera reiterata (e a volte un po’ rabbiosa) dal bambino la parola “mio!!”, e ad assistere alle prime dispute per oggetti che non avremmo mai creduto potessero essere d’interesse per il nostro piccolo.

Si tratta dunque di un comportamento che non dobbiamo accogliere con allarmismo o preoccupazione, in quanto parte importante nel processo di crescita. Possiamo accompagnare però il bambino in questo percorso: la guida, le regole e la presenza dell’adulto sono molto importanti nella comprensione di ciò che è sé/altro da sé, mio/non mio, ma anche nel fargli capire l’importanza della condivisione e della collaborazione con gli altri.

mio

COSA FARE DAL PUNTO DI VISTA PRATICO?

  • Se il bimbo strappa i giochi di mano agli altri bimbi, o cerca di impossessarsi di tutto, possiamo intervenire in maniera dolce ma ferma: “Questi giochi non sono tutti tuoi, sono di tutti i bimbi! Appena il tuo amico finisce di giocarci ti da il gioco così puoi farlo anche tu” (diamo così un’idea di alternanza e di condivisione); “scegli tu un gioco che puoi prestare all’altro bimbo” (diamogli la possibilità di scelta: in questo periodo i bambini amano sperimentare e avere le proprie piccole autonomie. In questo modo gli diamo la possibilità di agire operando una decisione da soli, e non come un ordine imposto); “ci stava giocando il bimbo, quando ha finito lo puoi prendere tu! “(capirà così l’importanza del rispettare i turni. Ovviamente è importante che anche noi seguiamo le regole che diamo: facciamo dunque in modo che i turni vengano effettivamente rispettati, non usiamo queste parole solo per risolvere nell’immediato la situazione).
  • Proviamo a dare per primi il buon esempio: se il bimbo ci prende qualcosa, possiamo dirgli “va bene te lo presto per un po’, poi quando mi serve me lo ridai” e fare lo stesso con gli altri membri della famiglia. I bambini infatti apprendono molto attraverso il modellamento (modeling), dunque osservando il comportamento degli altri e imitandolo.
  • Qualora il bimbo fatichi a rinunciare ai propri giochi per cederli, e tenda a reagire con molta rabbia, possiamo fare con lui dei giochi che prevedano l’alternanza dei turni (qualcosa in stile gioco dell’oca per intenderci), possiamo così aiutarlo al contempo a sopportare la frustrazione dell’attesa e del non avere “tutto e subito”.
  • Quando il bimbo condivide, riconosciamolo e gratifichiamolo: “come sei stato bravo!”. Evitiamo invece il rimprovero nei momenti di non condivisione, ma adottiamo l’atteggiamento fermo di cui parlavo prima.
  • L’ingrediente segreto, infine, è la pazienza: come anticipato, questa fase ha bisogno dei propri tempi per maturare, e solo intorno ai 4 anni generalmente scompare questo bisogno di avere tutto per sé in maniera indifferenziata. Non demordete dunque cari genitori: i buoni frutti presto arriveranno!

 

Valentina Pajola, psicologa e dada

Se avete domande, dubbi, curiosità sul mondo dei piccoli, lasciateci una lettera nella speciale cassettina che troverete da Nunù o scriveteci sul nostro BLOG (https://nunubabyparking.wordpress.com/) o pagina FACEBOOK (https://www.facebook.com/nunu.babyparking/), pubblicheremo la vostra domanda in forma anonima rispondendovi all’interno della rubrica “Cara dada…”! Perchè da un piccolo problema individuale possono nascere riflessioni e soluzioni per molti…

Ricordo inoltre che per i soci di Nunù è attivo il servizio di sportello d’ascolto: uno spazio e un tempo di ascolto empatico, rispettoso e non giudicante per tutti coloro che sentono il bisogno di un sostegno, di un consiglio o di un conforto nel non sempre facile mestiere di genitore. Servizio su appuntamento individuale (info e prenotazioni: Valentina_04@libero.it, tel: 3482410282).

 

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