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Posts Tagged ‘laboratorio emozioni’

 Si è concluso nel mese di dicembre il nostro piccolo percorso laboratoriale dedicato alle emozioni, pensato per i bimbi dai 3 ai 6 anni con lo scopo di aiutarli a familiarizzare con il proprio mondo emotivo. Sono qui per raccontarvi un po’ il “dietro le quinte” di questa esperienza per poter rendere partecipi anche mamme, papà, nonni: insomma tutti i più grandicelli che per motivi… anagrafici non hanno potuto partecipare, ma che comunque hanno dimostrato tanta curiosità e interesse per questo percorso.foto-emozioni.

Perché un laboratorio sulle emozioni?

Negli ultimi anni stiamo assistendo a una sempre maggiore sensibilità rivolta al tema delle emozioni. Il film “Inside Out” è una testimonianza di questa maggiore attenzione, in quanto vengono trattate e integrate emozioni primarie come Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, e viene spiegato attraverso un linguaggio semplice ed efficace come tutte queste siano importanti nella costruzione del Sé e nella relazione con gli altri.

A mio avviso, uno dei messaggi più importanti che questo film d’animazione manda è proprio il fatto che non esistono emozioni giuste o sbagliate, importanti o meno importanti, ma sono tutte necessarie in ugual modo nella costruzione della nostra esperienza. Spesso la nostra cultura può in maniera erronea lasciar passare il messaggio che sia meglio nascondere alcuni stati d’animo a favore di altri: la paura può esser letta come sintomo di codardia; troppa tristezza può dar noia al prossimo, meglio mostrarsi gioiosi; la rabbia è spesso vista come un’emozione da evitare. Ecco quindi che è sempre più importante riconoscere sin da piccoli il valore di ogni emozione, accettandola senza però reprimerla, ma cercando piuttosto di regolarla quando necessario.

Nei laboratori svolti da Nunù lo scopo principale è stato quello di aiutare i bimbi a riconoscere ogni emozione in tutte le sue sfumature e tutte le sue manifestazioni, riuscendo in primis a dare un nome a ciò che provano: questo primo passaggio che può sembrare banale è in realtà un punto molto importante e delicato e per nulla scontato. È frequente infatti che gli adulti stessi trovino difficoltoso riconoscere e discriminare le emozioni. Via libera dunque a “Mi sembri un po’ arrabbiato…”, “Wow che bel sorriso! Sembri molto felice!”, “ti ha fatto arrabbiare molto questa cosa?”, ricalcando magari l’espressione del viso triste o felice che sia, proprio per associare un nome allo stato d’animo. Una volta dato il nome all’emozione, è stato importante per i bimbi individuare “com’è fatta”, aiutandoli a dare una forma a questa emozione, a esprimerla, ognuno a proprio modo e con le proprie capacità, riconoscendo dunque sia fattori comportamentali che vissuti interni e fisiologici: c’è chi ha descritto la paura ricordando che “mi batte forte il cuore e mi viene mal di pancia” o la rabbia come “una cosa che ti fa fare grrr… e a volte cresce e ti fa fare AAAAARGH!!”. Anche questo è un passaggio importante in quanto permette non solo di riconoscere le proprie emozioni ma anche quelle degli altri quando si manifestano. Infine abbiamo cercato di riconoscere gli antecedenti, o meglio tutti quei fattori che possono favorire o meno l’esperire di una determinata emozione, per comprendere che la rabbia, o la paura, o ancora la tristezza non “cadono dal cielo” senza motivo alcuno, ma sono comunque conseguenza di situazioni, eventi, parole, e che dunque anche alcune proprie azioni possono causare nell’altro un’emozione piacevole o spiacevole.

Ecco alcuni strumenti utili in questi passaggi replicabili facilmente nella relazione coi bimbi:

  • “l’orologio delle emozioni”, nel quale sono presenti delle faccine che raffigurano le principali emozioni e possono aiutare il bambino a immedesimarsi ed eorologio emozionisprimere come si sente;
  • “il termometro delle emozioni”, che può aiutare i bambini a quantificare in maniera concreta la propria rabbia o la propria tristezza e che può essere un facilitatore giocoso per parlare di queste tematiche, e per aiutare gli adulti a comprendere meglio il mondo emotivo dei bimbi, discriminando ciò che attiva di più o di meno;
  • i disegni, i colori, i giochi per aiutare il bambino a esprimersi e raccontare ciò che prova in forma simbolica;
  • i libri: anche se non specificatamente dedicati alle emozioni, possiamo giocare a chiedere al bambino “secondo te come sta questo personaggio dopo che gli è successa questa cosa?”, “secondo te questa è una faccia arrabbiata o felice?”. Lo stesso vale per i cartoni animati e per rendere dunque istruttivo il tempo dedicato alla tv (per chi è incuriosito, ne parliamo in maniera più approfondita nell’articolo “Bimbi analogici in un mondo tecnologico!” );
  • durante gli incontri i bambini hanno trovato molto divertente giocare proprio a indovinare le emozioni: a turno un bimbo inscenava un’emozione (con un a smorfia del viso, con il corpo, con una parola), e gli altri dovevano indovinare di cosa si trattava. Un’attività semplice e simpatica da proporre anche a casa!

I bimbi durante questo percorso hanno saputo sorprendermi con le loro osservazioni simpatiche e mai scontate, acute e spesso coraggiose. Quali? Ve ne parlerò nei prossimi articoli, quando risponderemo ad alcune domande dedicate al mondo della paura e della rabbia!

Valentina Pajola, psicologa e dada

 

Se avete domande, dubbi, curiosità sul mondo dei piccoli, lasciateci una lettera nella speciale cassettina che troverete da Nunù o scriveteci sul nostro BLOG (https://nunubabyparking.wordpress.com/) o pagina FACEBOOK (https://www.facebook.com/nunu.babyparking/), pubblicheremo la vostra domanda in forma anonima rispondendovi all’interno della rubrica “Cara dada…”! Perchè da un piccolo problema individuale possono nascere riflessioni e soluzioni per molti…

Ricordo inoltre che per i soci di Nunù è attivo il servizio di sportello d’ascolto: uno spazio e un tempo di ascolto empatico, rispettoso e non giudicante per tutti coloro che sentono il bisogno di un sostegno, di un consiglio o di un conforto nel non sempre facile mestiere di genitore. Servizio su appuntamento individuale (info e prenotazioni: valentinapajola@gmail.com, tel: 3482410282).

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