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Cara dada,

ti scrivo per una questione un po’ delicata: Pepe, il nostro vecchio amico a quattro zampe, inizia ad essere sempre più acciaccato a causa dell’età e temiamo che non potremo godere ancora a lungo della sua compagnia. La mia bimba di 4 anni è estremamente affezionata a lui, non so dunque come dovrò comportarmi con lei quando Pepe ci lascerà. Cosa dovrò dirle: la cruda verità o una piccola bugia a fin di bene?

Una mamma preoccupata

 

Quello della morte è sempre un tema molto delicato e difficile da affrontare, con i bimbi ma anche con gli adulti.

I bambini però sanno sempre sorprenderci con la loro sensibilità e la loro capacità di comprensione, ecco perché consiglierei la massima trasparenza e sincerità, anche per questioni spinose come queste. Il lutto è un evento di vita che purtroppo un bimbo può trovarsi ad affrontare, ma con le giuste accortezze l’adulto può aiutarlo nel superamento e nella comprensione di questo avvenimento così doloroso.

Lutto_e_Bambini

COME COMUNICARE LA PERDITA?

Che fare dunque nel lato pratico? Suggerirei di scegliere un momento tranquillo e un luogo confortevole, in modo che il bimbo abbia il tempo di fare tutte le domande che desidera senza il rischio che la mamma o il papà siano distratti da altre questioni. È importante utilizzare un linguaggio semplice, adatto all’età del bimbo, che sia comprensibile e che non confonda il piccolo; si può spiegare in questo caso che il cagnolino andrà nel paradiso degli animali, oppure che la sua anima andrà in cielo, o ancora che andrà con gli altri cagnolini sul “Ponte dell’Arcobaleno”: usiamo immagini che sentiamo vicine.

Può essere utile spiegare che la morte fa parte di un ciclo naturale, potrebbero essere d’aiuto in questo caso metafore prese dal mondo della natura.

È bene poi accogliere le emozioni del bambino, condividerle, parlarne insieme. Spieghiamogli che è normale sentirsi tristi e piangere.

Può aiutare molto poi creare insieme un piccolo rito per salutare l’amico a quattro zampe: un disegno, una letterina, un lavoretto.

Ovviamente queste modalità, con le dovute modifiche, possono essere utilizzate con qualsiasi tipo di perdita.

Forse non sarà la conversazione più facile del mondo, ma con questa sincerità il bambino avrà modo di capire cosa sta succedendo, senza correre il rischio di creare proprie teorie per darsi una spiegazione che possono essere anche disfunzionali (“se vado a dormire non mi sveglio più neanche io”). Soprattutto saprà che potrà contare sempre sulla sincerità e sull’aiuto di mamma e papà, anche per le questioni più difficili e spinose!

…E PER I PICCOLI LETTORI

Infine, un aiuto lo si può trovare all’interno del magico mondo dei libri.

Alcune letture semplici e delicate sono :

Tu non ci sei più e io mi sento giù” per bimbi dai 2/3 anni

La nonna addormentata” per bimbi dai 3 anni

L’isola del nonno” per bambini dai 5 anni.

Valentina Pajola, psicologa e dada

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