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Cara Dada,

sono una mamma di due bimbi di 3 anni e 6 mesi. Ultimamente sto avendo un po’ di problemi con il più piccolino: nel pomeriggio, dopo il riposino, inizia a piangere inconsolabile, e nonostante i miei sforzi, le mie coccole, il prenderlo in braccio e cullarlo non riesco a calmarlo! Poi arriva a casa papà, gli fa due coccole e come per magia il piccolo ritorna ad essere un angioletto! Perché? Cosa sbaglio? Confesso che la situazione qualche volta mi abbatte un po’…

 

Cara mamma,

immagino che la situazione che ti trovi a vivere possa essere frustrante, alla lunga può diventare stancante: ci si chiede dove si sta sbagliando, cosa si potrebbe fare, tutti gli sforzi sembrano inutili… chissà che fatica! Non credo tu stia sbagliando qualcosa, una volta che doni tutto il tuo amore al tuo piccolo non puoi essere in errore.

Provo a chiederti, cara mamma, tu come stai in quei momenti? Come ti senti? Sai, i bimbi sono molto sensibili agli stati d’animo delle mamme e dei papà. Immagino che tu, dopo una giornata passata a occuparti dei tuoi due bimbi, delle faccende domestiche, delle varie incombenze quotidiane, ti sentirai (comprensibilmente!) stanca, fisicamente e mentalmente. Il bimbo molto probabilmente percepisce questa tua stanchezza, questa tua tensione, e la manifesta anche lui nella modalità che meglio conosce: attraverso il pianto.

Il papà, quando torna da lavoro, sarà sicuramente stanco, ma ancora “carico” emotivamente, più sereno e disteso, pronto a giocare con entusiasmo, ed ecco che avviene la magia: il bimbo lo percepisce e si tranquillizza!il-pianto-dei-bambini_24

I bambini sono particolarmente sensibili e attenti al linguaggio non verbale e a tutto ciò che viene trasmesso attraverso l’ espressività e la fisicità, c’è un speciale legame tra loro e la propria mamma e il proprio papà, potresti notare dunque che il tuo piccolo si agita o piange anche in momenti in cui per esempio sei preoccupata , sei tesa, o magari non ti senti bene fisicamente.

COME FARE?

Non abbatterti cara mamma, se puoi approfitta del rientro del papà per ritagliare un piccolo spazio solo per te (una doccia, qualche pagina di un libro, una passeggiata) per sciogliere le tensioni della giornata e ritornare emotivamente carica come lo eri prima!

Se questo non è possibile niente paura: c’è sempre una soluzione! Approfitta per esempio delle belle giornate per una passeggiata al parco con i tuoi bimbi: aiuterà loro a svagarsi e tu potrai scaricare un po’ di tensione e magari potrai fare quattro chiacchiere con altre mamme… l’umore ne troverà sicuramente beneficio!

 

…a proposito di linguaggio non verbale: parleremo del contatto sabato 11 marzo alle ore 16.30 presso Nunù, in un laboratorio dedicato a grandi e piccini. Ti aspetto!

Valentina Pajola, psicologa e dada

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Cara dada,

approfitto di questo spazio per chiederti un consiglio pratico: il mio bimbo di 12 mesi sta per iniziare la sua avventura da Nunù, e stiamo facendo proprio in questi giorni l’inserimento. Sono un po’ preoccupata per il distacco. Come posso favorire questo passaggio?

 

Quello del distacco è un momento delicato, un passaggio durante il quale il bimbo inizia a sperimentare e sperimentarsi in un ambiente nuovo, con nuovi adulti e nuovi piccoli amici… senza la presenza di mamma e papà! Ed è quest’ ultimo punto a essere più spesso fonte di preoccupazione: “piangerà? Penserà che l’ho abbandonato? Si divertirà? Avrò fatto la scelta giusta?”. Tutti questi dubbi sono a volte sono difficili da spazzar via, anche se razionalmente sappiamo che il bimbo troverà solo benefici nel poter giocare con i propri coetanei, in un ambiente sicuro e sereno, facscansione-copiaendo nuove attività divertenti e al contempo educative.


Quello dell’inserimento dunque dà il via ad una
nuova avventura per i bimbi, ma anche per i genitori
Ecco un piccolo “vademecum” di consigli per rendere il distacco il più dolce possibile, sia per i bimbi che per i genitori!


 

                                                         

                                         COME PREPARARSI?

  • Parlate al bimbo di questa nuova attività che sta per iniziare, descrivetegli con entusiasmo i nuovi giochi che farà e le persone che incontrerà. Anche se piccolo, comprenderà che una nuova entusiasmante avventura lo sta aspettando; inoltre il fatto di parlarne aiuterà anche voi ad anticipare mentalmente il momento e ad abituarvi all’idea del distacco.
  • Approfittate degli incontri di inserimento per fare domande, dissipare dubbi, avere chiarimenti: la dade saranno ben felici di rispondervi! Questo vi aiuterà ad acquisire maggiore fiducia verso la struttura e verso le persone a cui affiderete il vostro bimbo, e sarete dunque più sereni. Il vostro stato d’animo più rilassato sarà percepito dal bimbo e questo contribuirà positivamente nel momento del distacco.

 

                    CI SIAMO: CHE LA NUOVA AVVENTURA ABBIA INIZIO!

  • Se è presente, lasciate che il bimbo porti con sé il suo orsacchiotto, il suo ciuccio, o la sua copertina preferita: servirà a rassicurarlo e consolarlo se si dovesse sentire un po’ triste, o a rilassarlo nei momenti di tensione. Potrebbe essere utile inoltre creare un piccolo rituale tutto vostro, un momento speciale prima di andare a scuola, come per esempio mettere la stessa crema per le mani, o mettere nella taschina della sua giacca un piccolo oggetto che ricorda casa, “così è come se mamma fosse li con te”.
  • Ritagliatevi un momento per salutare il bambino: un abbraccio e un sorriso, rassicurandolo che tornerete presto, sono gli ingredienti migliori per addolcire il distacco!
  • Una volta salutato il bimbo andate via senza indugi e ripensamenti: non vi preoccupate se il bimbo piange, può capitare, ma le dade sapranno calmarlo con tutta la loro dolcezza ed esperienza, e in men che non si dica si distrarrà con i nuovi giochi e attività che gli vengono proposti. Eventuali temporeggiamenti di mamma e papà possono essere letti dal bimbo come motivo di preoccupazione e di allarmismo: “mamma e papà non se ne vanno, sono preoccupati, forse questo non è un posto sicuro!” potrebbe essere la forma dei pensieri nella sua testolina.
  • Raccontategli sempre la verità, non andatevene con l’inganno: potete dunque dire al bimbo che “mamma va a fare la spesa e torna”, oppure “papà va a lavoro e appena finisce viene a prenderti”. Per quanto piccolo, il bimbo comprende che il tempo di un caffè è diverso da quello per la spesa, e saprà che trascorso quel periodo più o meno breve voi ritornerete ad abbracciarlo!
  • Rientrate con il sorriso e accogliete il bimbo con entusiasmo. E che bella poi la frase “sono orgogliosa di te!” per valorizzare i giochi e le attività fatte!
  • Condividete l’esperienza con il vostro bimbo anche a casa, magari raccontando ai nonni o a papà quali giochi sono stati fatti, quant’è stato bravo, trasmettendogli tutto il vostro entusiasmo.
  • Rispettate e seguite i ritmi del bimbo: le dade vi sapranno consigliare al meglio durante questo percorso, e vi potrebbero suggerire di prolungare un pochino l’inserimento, per abituare più gradualmente il bambino. Questo non significa che il bimbo “non sia bravo” o che voi “non siate bravi genitori”, ma che c’è bisogno di un po’ più di tempo per separarsi più serenamente da mamma e papà: ogni bimbo è diverso ed è giusto rispettare l’individualità di tutti!

 

Care mamme e cari papà, sperando che questi piccoli consigli possano esservi utili, auguro a tutti… BUON INSERIMENTO!

                                                   

E se avete qualche dritta da condividere con gli altri genitori, o avete voglia di raccontare la vostra esperienza nell’inserimento, non esitate a scriverci: non c’è nulla di più prezioso e utile di un buon confronto!

Valentina Pajola, psicologa e dada

 

 

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