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Cara Dada,

leggendo la lettera della settimana scorsa circa le punizioni e le possibili alternative, mi chiedo se ci sia un buon modo anche per dare delle regole: ho un bambino di 3 anni e mezzo e capita spesso che io debba richiamarlo più volte per fargli rispettare una regola, e qualche volta devo ricorrere a delle minacce e alle punizioni per farmi finalmente ascoltare! Come posso fare?

 

Nel loro processo di crescita i bimbi hanno bisogno di esplorare, di sperimentare e sperimentarsi, ma hanno al contempo bisogno di regole che siano una guida nel loro percorso, che gli diano dei binari da seguire, delle sicurezze, ma anche un contenimento e dei limiti.

Le idee riguardanti le regole sono davvero tante: c’è chi crede siano delle limitazioni nell’esplorazione del mondo da parte del bambino, e sia dunque sufficiente spiegare perché certi comportamenti non vadano attuati. C’è chi è dell’idea che siano importanti e dunque sia giusto darne molte. Spesso, come riporta questa mamma, si crede che ripetere una regola richiamando il bambino molte volte produca una risposta positiva, verificando invece che accade il contrario e portando all’esasperazione mamma e papà, che spesso sono costretti a sollecitare il bambino con rimproveri, minacce di punizioni.

Vediamo insieme come possiamo dare delle regole efficaci, buone, e che creino un clima il più sereno possibile per i bimbi, ma anche per i genitori!

 

L’ABC delle regoleUnknown

  • Spesso le regole sono pensate come limitazioni: “Non si guarda la tv quando si mangia”, “Non si corre per la strada”. Dovremmo invece presentare le regole ai nostri bimbi come un modello di comportamento a cui attenersi. È utile dunque in questo caso non presentarle come dei divieti, dunque in maniera negativa, ma piuttosto in maniera positiva, come un
    proposito o un’asserzione. Un esempio? Invece di “Quando si mangia non ci si alza da tavola” possiamo dire “Quando mangiamo stiamo seduti a tavola tutti insieme”; o ancora “Non si urla” diventa “Parliamo con un tono di voce più basso e gentile”.
  • Come si può notare dal punto precedente, le regole coinvolgono anche i grandi: non diciamo “stai seduto”, ma “stiamo seduti”. Questo aiuta il bambino a comprendere che tutta la famiglia è coinvolta e si impegna a rispettare le regole.
  • Quando possibile, può essere utile coinvolgere il bambino nella formulazione delle regole, dandogli magari delle alternative da scegliere. Questo lo farà sentire importante in quanto capirà che per mamma e papà è fondamentale anche la sua opinione, aumenterà il suo senso di responsabilità, ma soprattutto capirà che quando possibile mamma e papà sono disposti a negoziare e ad andare incontro alle sue esigenze e desideri.
  • Le regole dovrebbero essere poche e adattabili ai vari contesti (soprattutto con bimbi così piccoli che rischierebbero di non ricordarle tutte), chiare e semplici (dunque con un linguaggio adeguato all’età del bambino).
  • Personalmente ho trovato possa essere molto utile anche rappresentare insieme al bambino le varie regole: in un foglio o in un cartellone, si possono fare dei disegni o dei collage che raffigurino le varie regole e che quindi possano aiutare il bimbo a ricordarle. Questa modalità è utile soprattutto con quei bambini più vivaci e meno inclini a rispettare le regole.
  • Infine è preferibile essere autorevoli piuttosto che autoritari: preferiamo dunque toni di voce sereni ma fermi, piuttosto che urla e rabbia. Collaboriamo coinvolgendo il bambino piuttosto che imporre (ovviamente nelle situazioni di sicurezza dove possibile). Apriamoci al dialogo e alla spiegazione piuttosto che ai ricatti e alle punizioni: il fatto di minacciare il bambino rischia di creare un’associazione negativa “regola-punizione”, piuttosto che alimentare l’idea della regola come modello comportamentale.
  • A mali estremi, estremi rimedi? Come dicevo nell’articolo precedente, qualora sia necessario l’uso delle punizioni, è preferibile togliere un privilegio piuttosto che “infliggere” qualcosa di spiacevole, oppure utilizzare il time-out (per ulteriori approfondimenti https://nunubabyparking.wordpress.com/2017/05/02/punizioni-si-no-quali-alternative/).

Valentina Pajola, psicologa e dada

 

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